Martedì, 06 Giugno 2017 17:10

La storia

BROKER, PER “TRADIZIONE”
Spesso, sentendo parlare di portafogli assicurativi, di gestione di rischi e di consulenze, si pensa ad un mondo freddo, rigido, scevro di storie, di coinvolgimenti, di vita. Eppure, al contrario, dietro a questa apparente rigidità, dettata dalle regole della competitività e dai vincoli del mercato, si nascondono interessanti storie di uomini, e di famiglie. È il caso della Peschiulli Insurance Broker, che nasce nel 1992 ma trova radici sin dalla prima metà del ‘900, quando Andrea Peschiulli, per primo, cominciò a lavorare nel campo delle compagnie assicurative. Una storia ricca di successi e di meriti che va avanti fino ai giorni nostri, e trova in Tommaso Peschiulli, figlio di Andrea, e nei suoi figli Massimo ed Andrea, l’anima e la linfa che la rendono una delle realtà più dinamiche e serie del territorio. Lo Studio di consulenza Assicurativa dispone oggi di professionalità particolarmente significative, per la partecipazione nel suo team di tecnici con esperienze ultratrentennali, maturate presso primarie Società di Assicurazioni di dimensione internazionale. Peschiulli Insurance Broker è attivo in tutti i rami assicurativi, compresi i rami cauzioni e assicurazioni del credito commerciale, industriale e fondiario. È abilitato, come Risk Manager, a fornire consulenza e assistenza tecnico assicurativa ad Enti pubblici ed Aziende private, ivi compresa la trattazione e la gestione dei sinistri. Raccontiamo la storia dell’azienda con Tommaso Peschiulli, Presidente della Peschiulli Insurance Broker.  Dott. Peschiulli, da dove nasce la vostra storia? «Mio padre, Andrea Peschiulli, già nel ’35 si occupava di assicurazioni, lavorando come Ispettore di Produzione alla Reale Mutua. Continuò la sua attività con le Generali (che all’epoca si chiamava “Anonima Infortuni”) a Bari, poi nel ’38 si trasferì a Lecce. Già a quell’epoca era un uomo di grande successo. Le dico soltanto che, mentre in Italia si cantava “Se potessi avere mille lire al mese”, lui ne guadagnava tremila. Nel ’40, a causa del conflitto mondiale, partì in Albania, dove fu fatto prigioniero. Nonostante la pausa e le difficoltà del dopoguerra, rientrato in Italia nel ’45, l’anno successivo riprese la sua attività, diventando Agente Generale di una nota compagnia assicurativa francese. È stato, per me, un timoniere, una guida, un riferimento, anche se all’inizio non seguì le sue orme…». Cioè? Come cominciò la sua attività lavorativa? «Vendevo macchine da scrivere e da calcolo per la Olivetti. Lui non era contento, e, ad un certo punto, pretese che molassi il mio lavoro per cominciare a lavorare nel suo ufficio di Gallipoli. Lì la mia permanenza fu molto breve. Qualcuno dice che si chiama destino, altri fortuna, altri merito, fatto sta che un giorno, presso il “Caffè Buddha”, mentre vendevo una polizza assicurativa ad un cliente, fui ascoltato da un professionista di Mantova, che mi propose un trasferimento a Milano». Non se lo lasciò ripetere due volte… «A Lecce avevo un reddito di 15.000 lire annui, lui me ne offriva 75.000, non potevo rifiutare. Rimasi a Milano per tre anni, come Ispettore Tecnico alla “Previdente Assicurazioni”. Dopo una breve parentesi a Bari, nel ’70 l’azienda mi chiese di curare la gestione dell’agenzia di Lecce. Tuttavia, dopo molti anni al servizio dell’agenzia e stanco di lavorare nell’interesse di terzi, decisi di “mettermi in proprio” scegliendo di stare dalla parte del Cliente fondando il primo “Studio di Broker” di assicurazioni del Salento. Dal ’92 è cominciata questa avventura, che oggi ci ha visti aprire un recapito su Milano per assistere i nostri Clienti del Nord Italia».
I suoi figli l’hanno seguita in questa entusiasmante avventura… «Si, Massimo, laureato in scienze bancarie e assicurative, lavora al mio fianco occupandosi fra le altre della consulenza finanziaria per le aziende. Oggi è Amministratore Delegato dell’impresa. L’altro figlio, Andrea, è Consigliere di Amministrazione e cura gli aspetti commerciali». Vantate, tra i vostri clienti, Aziende ed Enti di grossissimo spessore... «Abbiamo il piacere di assistere Aziende commerciali, industriali ed Enti pubblici con importanti fatturati. I servizi di gestione del portafoglio assicurativo, di gestione dei rischi e di consulenza nei sinistri vengono svolti dallo studio a titolo non oneroso per il cliente, in quanto commissioni ed onorari vengono riconosciuti di volta in volta dalle Imprese Assicuratrici. La gestione di grosse realtà in Puglia, così come nel Nord Italia, ci permette di sviluppare quel potere contrattuale nei confronti delle compagnie del quali beneficiano poi anche Aziende nostre clienti di minori dimensioni». Perché un’Azienda dovrebbe affidarsi ad un Broker? «Non tutti conoscono, ancora nel 2012, la differenza tra un Broker ed un Agente assicurativo. Il Broker, a differenza di un Agente, agisce su mandato del Cliente e non della Compagnia, per cui cura gli interessi degli assicurati e ricerca le soluzioni più convenienti tra quelle che il mercato assicurativo italiano e internazionale offrono. Il broker, poi, vanta spesso accordi e convenzioni con Compagnie italiane ed estere create ad hoc per specifiche categorie di Clienti (Enti pubblici, Ordini professionali, proprietari di imbarcazioni), alle quali i Clienti non potrebbero accedere attraverso i canali tradizionali. Tutte queste ragioni messe insieme rendono il Broker un professionista preparato e in grado di trovare la soluzione assicurativa più conveniente per il Cliente. Si potrebbe, per alcuni versi, dire che il Broker è l’interlocutore naturale delle Aziende, per conto delle quali valuta i rischi, redige i contratti assicurativi e gestisce tecnicamente i sinistri, che poi negozia con Compagnie o Agenzie assicurative. Queste ultime, al  contrario, rappresentano le Compagnie, delle quali sono il terminale commerciale sul territorio di competenza. Appare evidente che alcuni Agenti hanno buone competenze per essere interlocutori tecnicamente preparati in grado di dialogare direttamente con uno Studio di brokeraggio per la soluzione negoziata dei rischi». Cosa si aspetta per il futuro? «Viviamo uno dei periodi più bui che io ricordi. Allo stesso tempo, però, continuo a lavorare con impegno e professionalità, convinto che, proprio in questo periodo, di grandissima difficoltà economica e quindi di mancanza di liquidità, il lavoro del Broker sia ancora più fondamentale: continuiamo sì a fare attenzione ai costi, questo è evidente, ma soprattutto rimaniamo vigili e attenti nel selezionare le Compagnie di assicurazione più serie, che garantiscano, nel caso di un risarcimento alle Imprese, una liquidazione dei danni imminente e garantita. Oggi più che mai, il patrimonio delle Aziende, così come il capitale umano, deve essere tutelato alle migliori condizioni contrattuali ed economiche che sia possibile ottenere sul mercato».